La prima salita dell'anno, con la neve sui bordi dei tornanti.
Una mattinata di febbraio, cielo pulito, strade vuote, neve compatta ai lati dei tornanti. Otto auto, un caffè al Rifugio, e l'isola vista dall'alto con la luce invernale.
Siamo partiti alle nove da Messina con il termometro appena sopra zero. L'idea era semplice: salire fino al Rifugio Sapienza sul versante sud dell'Etna, approfittando del fatto che la strada era aperta nonostante la stagione, e di un bollettino che prometteva sole per tutta la mattinata.
I tornanti dell'Etna sud d'inverno sono un'altra cosa rispetto all'estate: pochissime auto, asfalto pulito dal sale, e una luce radente che disegna le curve in modo diverso. A 1900 metri abbiamo trovato il piazzale quasi deserto, il bar del rifugio aperto, e una vista sullo Stretto che nei giorni caldi di solito si perde nella foschia.
Il pranzo è stato a Nicolosi, in una trattoria che ci aspettava. Rientro a Messina nel pomeriggio, con il sole ancora alto. Una di quelle giornate in cui ti ricordi perché esiste un club del genere.
Il versante sud dell'Etna, d'inverno, è un'esperienza di guida completamente diversa rispetto agli altri mesi dell'anno. La strada che sale al Rifugio Sapienza è una delle poche in Sicilia che raggiunge i 1900 metri, e quando il meteo lo permette rimane aperta e pulita quasi tutto l'anno.
Febbraio è il mese giusto per salire: le giornate si allungano, la luce è nitida, e il paesaggio alterna il verde scuro dei pini al bianco della neve residua sui bordi della strada. L'altitudine si sente — in quota l'aria è rarefatta e l'auto cambia comportamento — ma è proprio questo che rende la salita una piccola prova del mezzo oltre che del guidatore.